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8/05 A Fonzaso (BL) Maurizio Manolo Zanolla sale “El Sior Favonio”, una nuova via per la quale manolo propone il grado di 8c.

Il Manolo che (non) ti aspetti, ne ha combinata un’altra delle sue. O meglio, il Manolo di sempre, quello delle 48 primavere, ha fatto un’altra delle sue piccole-grandi magie. Così, mentre il popolo del Melloblocco consumava il granito della Val di Mello, lui, il Mago, trova la strada, e il guizzo, per dare un colpo definitivo a ‘El sior Favonio’. Un nome, un programma, e una nuova via che, in quel di Fonzaso, affronta con una sessantina di movimenti la combinata di ‘Pallino’ e de ‘Il Gladiatore’.

Ovviamente, come conviene alle vie dure di Fonzaso, il tutto è ‘ambientato’ su un’intensa e compatta placca, che va ben oltre la verticale. Di nuovo a Fonzaso, dunque. Dopo Diabloluna, Il Gladiatore e Drumtime ri-eccoci di nuovo nella falesia bellunese che, ultimamente, tanto ha fatto parlare di sé con le gesta di ‘Sky’ Scarian, ‘Canon’ Zardini e, naturalmente, di Manolo, alias Maurizio Zanolla.

Come i più scaltri tra i nostri lettori noteranno, il Mago propone un 8c con un punto di interrogativo, perché è ovvio che si aspettano le verifiche e i pareri dei ripetitori. Il dubbio, spiega Manolo, viene in parte dalla velocità (6 tentativi molto diluiti) con cui ha risolto il progetto ma anche dalla scarsa ‘buona salute’ che è seguita alla ripetizione di ‘Bain de sang’… fino al Favonio, il venticello ‘salutare’ che, inaspettatamente, ha portato ‘El Sior Manolo’ al top del suo terzo 8c…

EL SIOR FAVONIO” NUOVO 8C (?) A FONZASO
di Maurizio “Manolo” Zanolla

“La via è l’ideale continuazione diritta della prima parte di Pallino e finisce con l’uscita del Gladiatore. Arrivati al ‘recupero’ di Pallino invece di attraversare si va diritti e si continua per il Gladiatore, la combinazione conta circa 60 movimenti forse è un po’ meno intensa di ‘Diaboluna’ ma più di continuità.

Dopo la realizzazione di ‘Bain de Sang’ ho attraversato un periodo davvero difficile cosparso da tanti di quei virus che mio figlio colleziona a scuola da costringerci a quasi due mesi di inattività. Non mi sono mai allenato l’unica cosa che ho fatto (quando potevo) è stato più o meno un tentativo a settimana sulla via e gli antibiotici non hanno certo contribuito a migliorare la forma, ecco perché sono veramente sorpreso da questa salita.

Ho liberato la via al sesto tentativo esatto e, calcolando le condizioni fisiche, forse sorge il dubbio sul grado ma devo anche dire che conoscevo benissimo la prima parte e la seconda è decisamente uno stile di scalata a me assolutamente congeniale. Naturalmente è tutto da confermare ma anche per il bionico Luca ‘Canon’ Zardini – l’unico che fino ad ora ha ripetuto, insieme a Riccardo ‘Sky’ Scarian, Drumtime, Gladiatore e Diaboluna – la parte finale del Gladiatore è più sostenuta… insomma più o meno è difficile come ‘Diaboluna’. Ai prossimi salitori naturalmente la sentenza, io veramente continuo sempre più ad essere inaffidabile.

Domenica mattina non avevo nessuna voglia di alzarmi ma dopo un caffè forte la giornata è subito diversa. Alle 9 è già tardi, perché Fonzaso è una falesia notoriamente molto calda, ma se volevo provare lo potevo fare solo ora.
Via di corsa fra il traffico della domenica fino alla base per constatare purtroppo che bisognava già scalare a torso nudo e braga corta. Non c’era tempo per un riscaldamento ottimale e allora su di corsa per la solita Biancaneve e, sul 6c, le sensazioni non erano neanche male ma dal 6c all’8c…

Pallino era ancora parzialmente in ombra ma sopra il sole stava già arrostendo le liste e allora ho deciso drasticamente di fare solo qualche movimento sulla prima parte, giusto per non farmi male.

Giù la corda e via… mi sento subito stranamente bene e arrivo al ‘riposo di Pallino’ come non sono mai arrivato, sorprendentemente fresco come una rosa nonostante il caldo tanto da indurmi a non fermarmi quasi niente. Due sbracciate e via deciso sul boulderino ed eccomi sul Gladiatore, tutto mi sembra anche troppo facile… poi improvvisamente, all’ultimo spit, l’avanbraccio destro dà segnali pericolosi ed io non ho nemmeno ripassato l’uscita.

Ma oggi scalo bene come purtroppo ormai mi succede sempre più raramente e passo la corda in catena incredulo. Chissà chi mi avrà aiutato!!?”

Maurizio ‘Manolo’ Zanolla

LINK arch. News Manolo arch. news Fonzaso La Sportiva Expo Planetmountain



Nelle foto: Manolo su Diabloluna, Fonzaso (ph. D. Violato)

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Ice contest in Val Varaita

August 28, 2019 | News | No Comments

Il 4/2 si è svolto a Castello (Val Varaita) un evento che ha visto l’allestimento di due tracciati per le gare di velocità e due per le gare di difficoltà su ghiaccio.

Con l’occasione del Meeting 2006 organizzato in Val Varaita e grazie alla collaborazione di quattro Guide Alpine coordinate da Adriano Trombetta, il 4/2/06 si è svolto a Castello (V. Varaita, Piemonte) un evento che ha visto l’allestimento di due tracciati per le gare di velocità e due per le gare di difficoltà.

L’iscrizione gratuita alla gara, il vino caldo offerto a pubblico e partecipanti oltre alla promessa di un’estrazione di ricchi premi per tutti i concorrenti sono stati la carta vincente per garantire una buona affluenza di pubblico dapprima titubante poi estremamente divertito dai giochi e da uno speaker che ha saputo dare il meglio di sé.

L’evento organizzato con l’appoggio di Grivel, che ha fornito parte dei premi, è stato un’occasione per far provare a tanta gente le X Monster, rivoluzionaria novità di quest’anno. I tracciati di difficoltà, inizialmente pensati da eseguirsi come una sfida al minor numero di colpi vista l’ipotizzata partecipazione di alcuni grandi nomi, sono stati poi trasformati in itinerari da concatenare: il primo per accedere alla finale ed il secondo per decretare un vincitore.

Si ringraziano le guide Marco Ghiglia e Paolo Intropido per il valido aiuto offerto nella preparazione dell’evento.

Riccardo Olliveri

LINKS Alpine Ice Tour al Meeting della Val Varaita Grivel Expo Planetmountain

Nelle foto: alcuni momenti dell’Ice Contest della Val Varaita)

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La prima tappa della coppa del mondo di velocità è stata vinta da Evgeny Vaytsekhovsky (Rus) e Lucelia Blanco (Ven).

Ancora una volta Russia e Venezuela in testa alla classifica a Trento. Dopo la vittoria dell’anno scorso di Anatoly Skripov e Rosmary Da Silva, tocca questa volta ai compagni di squadra, Evgeny Vaytsekhovsky e Lucelia Blanco a corre più veloce durante il 56° Trento Film Festival.

In Piazza Duomo i due hanno battuto rispettivamente Sergey Synitsyn (Rus) e Manuel Escobar (Ven), e Edyta Ropek (Pol)e Olena Ryepko (Ukr)

Michel Sirotti è stato il miglior italiano in gara (21°), seguito da Lucas Preti (22°) e Matthias Schmidl (23°), mentre Jenny Lavarda, l’unica azzurra in gara, ha finito 17°.

Su www.trentofestival.it il comuncato stampa da Trento e le foto.

Climbing World Cup Speed – Trento
Classifica maschile
1) Evgeny Vaytsekhovsky (Rus)
2) Sergey Synitsyn (Rus)
3) Manuel Escobar (Ven)
4) Maksym Styenkovyy (Ukr)
5) Leonel De Las Salas (Ven)
6) Maksym Osipov (Ukr)
7) Olexandr Salimov (Ukr)
8) Olexiy Shulga (Ukr)
9) Alexander Kosterin (Rus)
10) Ivan Shyshkovskyy (Ukr)
21) Michel Sirotti (Ita)
22) Lucas Preti (Ita)
23) Matthias Schmidl

Classifica Femminile
1) Lucelia Blanco (Ven)
2) Edyta Ropek (Pol)
3) Olena Ryepko (Ukr)
4) Valentina Yurina (Rus)
5) Rosmery Da Silva (Ven)
6) Olga Bezhko (Ukr)
7) Anna Mylnikova (Rus)
8) Anna Saulevich (Rus)
9) Svitlana Tuhzylina (Ukr)
10) Ganna Savchenko (Ukr)
17) Jenny Lavarda (Ita)

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Mello’s Moon, nuova cascata in Val di Mello

August 28, 2019 | News | No Comments

Il 16/01/2009 Fabio Salini e Manuel Panizza hanno realizzato la prima salita di Mello’s Moon (180m, III-5+) una colata di ghiaccio sottile e di difficile formazione sulla parete di fronte a Cascina Piana (Val di Mello – Val Masino).

Mello’s Moon è di quelle cascate evanescenti che si fanno attendere e anche quando arrivano, ovvero si “formano”, non sono mai così corpose e complete da far stare tranquilli. Devi tenerle d’occhio a lungo e scegliere il momento giusto per salirle. Così hanno fatto Fabio Salini e Manuel Panizza che, con l’uso di 5 fix, hanno superato i 180m di questa bella, ma anche paurosa, “crosta” di ghiaccio appiccicata alla roccia con difficoltà di III-5+. E’ lo stesso Salini a raccontarci come è andata.

Mello’s Moon by Fabio Salini

Da qualche inverno una cascata che non vuole saperne di formarsi completamente, fa mostra di sé di fronte a Cascina Piana. Questo sembra essere l’anno giusto, anche se pare essere una crosta, ma almeno tocca terra. Il problema non sembra prestarsi a soluzioni tradizionali; lo spessore del ghiaccio ci suggerisce di provare a salire con trapano e fix del dieci. Lasciata Cascina Piana in breve siamo alla base del problema.
Già dalle prime battute, complice la poca voglia di cominciare ad utilizzare il trapano, capiamo che sarà una lunga giornata. La prima lunghezza è corta e non difficile, ma lo spessore del ghiaccio non ci permette di assicurarci con le viti, ad eccezione di una corta che entra per due terzi. Il secondo tiro invece è impegnativo e sempre con ghiaccio sottile.
Dopo i primi quattro fix posti da Panizza avviene il cambio: il ghiaccio che fino a quel punto si presentava sottile, ma comunque incollato al granito, cambia atteggiamento e pur rimanendo di spessore ridotto ora si stacca dalla roccia. Al cambio del ghiaccio segue un cambio di comando, così è Salini ad arrancare fino in sosta, aggiungendo un quinto e ultimo fix nella L2.
Dopo otto ore di lavoro ci rimangono gli ultimi sessanta metri. Il ghiaccio si presenta ancora diritto, ma ora più spesso. Panizza in pochi minuti di lavoro straordinario, viene a capo del problema. Al ritorno sulle abalakove ci godiamo la Valle illuminata dalle stelle.
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Scheda Mello’s Moon – Val di Mello – Masino

Gino Pavoni ripete Dead man walking 8b/c

August 28, 2019 | News | No Comments

Gino Pavoni ripete Dead man walking 8b/c nella falesia di Warmbad (Austria)

Bella salita per il 43enne friulano Gino Pavoni, che il 23 luglio scorso è riuscito nella seconda ripetizione di "Dead man walking" nella falesia di Warmbad, Austria.

La via è stata liberata da Heimo Bartlma nel 2000 e gradata 8b+, la prima ripetizione è arrivata solo 6 anni più tardi da parte di Roland Hinteregger che ha rivalutato la via gradandola 8b/c. Approfittando di una delle poche giornate fresche di queste estati così calde, Gino è riuscito a chiudere i conti con la via che prende il nome dal lungo tratto in cui è molto difficile fare i moschettonaggi. Per 6/7m viene regalato quindi il brivido, "se pur non pericoloso, di un lungo volo."

Gino tiene a sottolineare che la falesia è purtroppo a rischio chiusura in quanto su terreni privati. La situazione non è delle migliori e viene quindi richiesto il massimo rispetto. Come sempre sta a noi…

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K2: Marco Confortola verso il C1

August 28, 2019 | News | No Comments

Marco Confortola insieme all’alpinista americano e ai portatori d’alta quota che lo accompagnano sta scendendo verso il Campo 1 a 5900m.

La notizia (delle 17:00 K2-time) arriva direttamente da Marco Confortola che si è messo in comunicazione con il fratello Luigi e quindi con Agostino Da Polenza: Confortola dopo aver superato il Camino Bill posto subito sotto il Campo 2 si è detto intenzionato a proseguire verso il Campo 1 a 5900m.

Confortola, che lamenta “dolori ai piedi” ed è naturalmente provato da questi ultimi 4 giorni davvero difficilissimi, sta scendendo insieme all’alpinista americano (di cui non si conosce ancora il nome) che con un portatore d’alta quota pakistano è salito ieri al Campo 1 e quindi questa mattina al Campo 2 per portare soccorso all’alpinista valtellinese. Inoltre con Confortola dovrebbero esserci gli altri due portatori d’alta quota che l’hanno accompagnato nella dura discesa dal Campo 4. E’ chiaro che ogni metro guadagnato verso il basso e verso le tende del campo 1 è prezioso. E attendiamo tutti fiduciosi che questa bruttissima avventura possa finire presto, almeno per Marco, con l’arrivo al Campo base e poi, il più velocemente possibile, a Skardu.

Continua a restare, invece, ancora del tutto indefinita e come ripetiamo da giorni “sospesa” la situazione dei dispersi e delle vittime. Questi giorni hanno dimostrato ancora una volta quanto sia difficile, anche con tutta la buona volontà e l’importante opera di chi in questo momento è al campo base, avere informazioni certe e sicure dalla montagna.

Satellitari, radio e quant’altro ancora una volta non hanno evitato che le notizie rimanessero frammentarie, vaghe e che fossero costellate di lunghi blackout come quello che ha accompagnato Confortola per quasi tutta la giornata di ieri. Per tutti gli alpinisti questa non è una novità: questo è il mondo degli Ottomila! E questo è l’immenso, difficile, pericoloso e sempre estremo K2!

Basti dire che solo oggi s’è appreso (da www.desnivel.es) che il basco Alberto Zeraín venerdì scorso partendo dal campo 3 è stato il primo a raggiungere la vetta del K2. Erano le 15.00 (K2-time) e Zeraín sotto di sé vedeva ancora dipanarsi la lunga coda di alpinisti che aveva superato al Collo di bottiglia e che ancora salivano. Iniziata la discesa Zeraín ha poi raggiunto il Campo 3 dove ha sostato anche sabato per far ritorno ieri al Campo base.

In tutto questo va ancora rimarcato l’impegno e il sacrificio di tutti gli alpinisti e, tra loro, in primis gli sherpa e i portatori d’alta quota che si sono prodigati (è bene sottolinearlo, rischiando la propria vita) per portare soccorso a chi era in difficoltà. Come va detto di quanti al Campo base stanno facendo tutto il possibile per portare aiuto logistico e di appoggio.

Va detto che ancora adesso è difficile comprendere quanto è successo e dare un nome a tutti i dispersi e a tutte le vittime. E ancora adesso non si sa nulla di preciso sulla situazione nella parte alta della montagna.

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Supercam – Metolius

August 28, 2019 | News | No Comments

Nel nostro Lab presentiamo i Supercam Metolius, gli “amici” indispensabili per chi scala in montagna su vie con protezioni da integrare o da proteggere completamente. Un test del Gruppo Ragni della Grignetta.

Fuori-misura è un’accoppiata di parole che mi sta simpatica, ma che in parete è sempre piuttosto indigesta. Soprattutto quando sei al limite, boccheggi, e mai una volta che il Friend giusto è dalla parte della mano che sei riuscito, faticosamente, a liberare dalla presa. Ci vorrebbero dei Friend che ne hai uno e lo metti ovunque, pensavo su una via sull’Anciesieu, tre anni fa, quando ero a corto di tutto ed ero appena a metà tiro…

Lab Supercam Metolius

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27th Aug 2019

Since a representative for Miley Cyrus confirmed she had split from her husband, Liam Hemsworth, in early August this year and another report surfaced that soon after the split had been made public, Hemsworth had reportedly filed for divorce, Cyrus hasn’t made any public appearances.

The singer did post a candid essay to Twitter addressing rumours about the reason for the split, but she has stayed off the red carpet and hasn’t performed since the news of the split first broke.

However, the singer and actress has now stepped out for the first time in public, performing her new song, Slide Away, at the 2019 MTV Video Music Awards.

The song is rumoured to be her break-up song about her decade-long relationship and life with Hemsworth, which she said in her Twitter essay, she had to make the “healthy” decision to leave behind. “I had to make a healthy decision for myself to leave a previous life behind. I am the healthiest and happiest I have been in a long time,” Cyrus, 26, wrote on Twitter. 

The lyrics to Cyrus’s song Slide Away certainly give credence to the rumour that it was inspired by her split, with lines like, “But it’s time to let it go… Move on, we’re not 17. I’m not who I used to be. You say that everything changed. You’re right, we’re grown now”.

Like many music artists, writing about what’s happening in their lives is a way to put down on paper what they’re feeling and process it, so it would make sense that Slide Away would be about this major moment in Cyrus’s life. And, it seems fitting that she would perform the newly-released song for the first time on television during her first public appearance since the split.

Cyrus’s performance of the song was emotional and heartfelt, but from the footage of her performance, she seems to have kept any tears in check and is very in control of her voice and the performance. It was a subdued MTV VMAs performance from the star, who made headlines for her controversial 2013 performance at the show.

According to , Kaitlynn Carter, who Cyrus has recently been spotted spending time with and was reportedly photographed kissing on a recent girls’ trip to Italy, watched Cyrus rehearse for her VMAs performance. Carter was also reportedly spotted backstage with Cyrus before her performance of Slide Away at the VMAs.

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It’s that time of year, again – the time when Forbes releases its data on celebrity earnings, and not coincidentally, the same time of year when our bank account balances start to feel a little light in comparison.

Following the crowning of cosmetics mogul Kylie Jenner as the youngest self-made billionaire back in March, the publication has revealed its listings for 2019’s highest-paid actresses, together with the highest-paid women in music.

Ranking females at the fore of their own fields in a financial context, the yearly earnings of the 10 top-earning actresses and female musicians in their individual industries have this year seen staggering figures of US$56 million (approx. AU$83 million) and US$185 million (approx. AU$273 million), respectively. However it is worth noting that as impressive as these incomes are, there still exists an ever-apparent gender pay gap—particularly in Hollywood—with the seven top ranking actors from this year’s list out-earning the top ranking actress in her own listing.

Ranging from Marvel stars, to currently trending songstresses, to seasoned industry figures, this year’s listings feature repeated Forbes ranking appearances, as well as newcomers and some completely unexpected names.

Reportedly compiling the data with resources including Nielsen, box office data, as well as interviews with handlers, industry experts and many of the stars themselves, the stars’ pre-tax income is the final figure which determined their ranking. It’s also worth noting that the incomes published don’t take into account additional industry expenses, including agent fees, but with the combined income of just over US$962 million (approx. AU$1.4 billion), these top-earning figures are nothing to be sniffed at, gross numbers or not.

Here, we rank the 20 highest-paid female celebrities of 2019. Scroll on to find out who took out the top spot.

20. Ellen Pompeo, US$22 million (approx. AU$32.5 million)

19. Charlize Theron, US$23 million (approx. AU$34 million)

18. Margot Robbie, US$23.5 million (approx. AU$34.7 million)

17. Elisabeth Moss, US$24 million (approx. AU$35.5 million)

16. Kaley Cuoco, US$25 million (approx. AU$37 million)

15. Jennifer Aniston, US$28 million (approx. AU$41.4 million)

14. Nicole Kidman, US$34 million (approx. AU$50.3 million)

13. Shakira, US$35 million (approx. AU$51.7 million)

12. Reese Witherspoon, US$35 million (approx. AU$51.7 million)

11. Celine Dion, US$37.5 million (approx. AU$55.4 million)

10. Lady Gaga, US$39.5 million (approx. AU$58.4 million)

9. Jennifer Lopez, US$43 million (approx. AU$63.6 million)

8. Sofia Vergara, US$44.1 million (approx. AU$65.2 million)

7. Ariana Grande, US$48 million (approx. AU$71 million)

6. Scarlett Johansson, US$56 million (approx. AU$82.8 million)

5. P!nk, US$57 million (approx. AU$84.3 million)

4. Katy Perry, US$57.5 million (approx. AU$85 million)

3. Rihanna, $62 million (approx. AU$91.7 million)

2. Beyoncé, $81 million (approx. AU$120 million)

1. Taylor Swift, $185 million (approx. AU$273.5 million)Click Here: pandora Bangle cheap

The Calile Hotel, Fortitude Valley, Queensland.

“It feels like a hotel,” can be an insult in interior design parlance. The phrase often conjures images of bland white walls, cheap cookie-cutter art and generic décor without regard for local culture.

But that’s quickly changing, evidenced by this year’s finalists for Australia’s 2019 Eat Drink Design Awards which have been chosen for their architectural excellence and innovation. They span the east coast from Tasmania to Queensland, showcasing intelligent and captivating design in the hospitality sector. From the upbeat salmon-pink rooftop of The Calile in Brisbane city, to the reverent wooden cathedrals of Krakani Lumi in the wilds of Tasmania, this year’s finalists are diverse and reflective of the talented design community that call Australia home.

This is only the second time the category of Best Hotel Design has been included in the awards and the competition is tough. The establishments that have made the shortlist are at least as beautiful and unique as last year’s entrants (if not more so) and every hotel has given its location great consideration – including one in Wukalina Mount William National Park, which was developed in conjunction with the Aboriginal Land Council of Tasmania.

Krakani Lumi, Wukalina Mount William National Park, Tasmania.

Serious style is a must-have if a hotel is going to find itself on this list. Judges of the Eat Drink Design Awards are industry leaders in hospitality and design. This year they include architects Graham Charbonneau and Phillip Schemnitz, as well as Besha Rodell, a restaurant critic for the New York Times, Nathan Toleman, founder of The Mulberry Group hospitality company, and Cassie Hansen, editor of the interior architecture and design magazine, Artichoke. 

“Australia’s reputation as a drinking and dining destination has been helped by the great design happening here,” says Hansen. “This shortlist is a survey of the exceptional quality and diversity in the design of our region’s hospitality industry.” 

The award for Best Hotel Design will be announced in Melbourne on November 12 by chef and restaurateur Matt Moran. Scroll down for the full list of the finalists and start planning your next escape.

Denison Rivulet by Taylor and Hinds Architects (Denison Rivulet, TAS). Photography by Adam Gibson.

Drifthouse by Multiplicity (Port Fairy, VIC). Photography by Martina Gemmola.

Stillwater Seven by Cumulus Studio (Launceston, TAS). Photography by Anjie Blair.

United Places Botanic Gardens by Carr (South Yarra, VIC). Photography by Sharyn Cairns.

The Calile Hotel by Richards and Spence (Fortitude Valley, QLD). Photography by Sean Fennessy.

Krakani Lumi by Taylor and Hinds Architects with Aboriginal Land Council of Tasmania (Wukalina Mount William National Park, TAS). Photography by Adam Gibson.

Visit: eat-drink-design.com

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